Hanno detto...hanno scritto...

Papa Giovanni Paolo II°
“E’ essenziale non ignorare i valori morali e spirituali che entrano in gioco quando degli individui decidono liberamente e consapevolmente di donare una parte di sé, una parte del loro corpo, al fine di salvare la vita di un altro essere umano.”

“Ogni intervento di trapianto d’organo, come già in altre occasioni ho avuto modo di sottolineare, ha generalmente all’origine una decisione di alto valore etico: offrire senza ricompensa una parte del proprio corpo per la salute ed il benessere di un’altra persona. Proprio in questo risiede la nobiltà del gesto, che si configura come un autentico atto d’amore.
Non si dona semplicemente qualcosa di sé, dal momento che, in forza della sua unione sostanziale con un’anima spirituale, il corpo umano non può essere considerato solo come un complesso di tessuti, di organi e funzioni, ma è parte costitutiva della persona che attraverso di esso si manifesta e si esprime.”

Papa Benedetto XVI°

“E’ lecito aderire, spontaneamente ed in piena coscienza, alla cultura dei trapianti e della donazione degli organi.
Io sono iscritto da anni all’associazione e porto sempre con me questo documento dove è scritto che sono disponibile a offrire i miei organi a chi ne avesse bisogno: è un atto d’amore.”

Raffaele Nigro – Scrittore
“Perché donare?
Per aiutare altri a proseguire il viaggio quando il nostro si è interrotto. Per vincere un’idea di possesso egoistico. Per godere all’idea che un nostro pezzo venga installato su un altro corpo e continui a vivere. Che continui a vivere una parte di noi stessi.
Donare nella razionale convinzione che nulla ci appartiene e che la vita, il mondo, il corpo sono una stanza d’albergo da abitare una lunga notte.”

Dionigi Tettamanzi – Vescovo dell’Arcidiocesi di Milano
“La donazione di organi, in vita o dopo morte, è una forma concreta secondo la quale vivere il comandamento della carità; quasi il tentativo di avvicinarsi al gesto del Signore Gesù: Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici.”

Carlo Maria Martini – Cardinale Arcivescovo di Milano
“Il trapianto può davvero fornire una più vera cultura della vita, perché richiede solidarietà umana e, per il cristiano, di carità.”

C. A. CIAMPI – Ex Presidente della Repubblica
“La donazione è l’espressione più alta di sentimento, quello dell’amore per la vita, è l’affermazione del diritto a sperare, nonostante quelle realtà, ineluttabili, che spesso sconvolgono e condizionano direttamente il corso dell’esistenza umana.”

Sergio Zavoli – Giornalista
“Il trapianto è la prova, non solo una metafora, della vita. Si trata di concepire il dono di un organo come segno di fraternità, di condivisione.
Un uomo del resto, non è un’isola in sé compiuta, come ha detto un poeta, ma è parte dell’umanità. Guardare un altro, allora, non è distinguersi, ma riconoscersi.
Il trapianto, insomma, in quanto epifania dell’altro, è noi stessi nell’altro oppure l’altro dentro di noi. E’ la reciprocità, la confidenza, l’andare e venire della vita.”

“Volerci preservare nei nostri resti mortali, quasi venisse meno, altrimenti, il rispetto che ci dobbiamo, non è frutto, per fortuna, di un’idea limpida e netta; è anzi qualcosa di incerto e ritrattabile.
Nella difficoltà di aprire menti e animo a un criterio più concretamente solidale della condizione umana c’è il lascito di un’educazione che ci ha consegnato per millenni e ritualità retrive come, poi, il rispetto della morte nelle sue forme più ridondanti e arcaiche si concili con gli stermini che ogni giorno, dove più dove meno, insanguinano la nostra storia, il parlarne è quasi retorico.
Forse aveva ragione Pasternak quando affermava che obbediamo a due velocità, quella interiore e quella storica e quasi sempre l’una e l’altra non combaciano: C’è da augurarsi, dovendo restare a questa risorsa rivelatasi, sempre più, unica e fondamentale per aggiungere vita alla vita, che la legge riesca a conciliare le due velocità; e che al traguardo arrivino alla pari, la salute fisica ridonata ai trapiantati e quella morale di chi ha capito che cosa significa, di fronte al dolore, uscirne insieme.”

Enzo Biagi – Giornalista
“Al problema ho pensato varie volte e stimo anzi ammiro, quelli che hanno altrettanto e sono passati ad un gesto concreto.
Mi dispiace di non poter fare altrettanto perché i miei “impianti” fondamentali sono stati più volte in riparazione.
In un centro di ricerche americano, dov’erano conservati per uso scientifico molti “pezzi di ricambio”, lessi una bellissima scritta: “Dalla morte alla vita”.
Penso sia questo il senso della donazione.”

Raffaele Nigro- Scrittore
“Perché d’onare? Per aiutare altri a proseguire il viaggio quando il nostro si è interrotto.
Per vincere un’idea di possesso egoistico. Per godere all’idea che un nostro pezzo venga installato su un altro corpo e continui a vivere. Che continui a vivere una parte di noi stessi.
Donare nella razionale convinzione che nulla ci appartiene e che la vita, il mondo, il corpo sono una stanza d’albergo da abitare una lunga notte.”

Sergio Zavoli – Giornalista
“Il trapianto è la prova, non solo una metafora, della vita. Si tratta di concepire il dono di un organo come segno di fraternità, di condivisione. Un uomo, del resto, non è un’isola in sé compiuta, come ha detto un poeta, ma è parte dell’umanità.
Guardare un altro, allora, non è distinguersi, ma riconoscersi.
Il trapianto, insomma, in questa epifania dell’altro, è noi stessi nell’altro oppure l’altro dentro di noi. E’ la reciprocità, la confidenza, l’andare e venire della vita.”

Pamela Villoresi – Attrice
“Cosa penso della donazione degli organi?
Mi viene da sorridere alla domanda.
Discendo da una genia austrungarica di donne girovaghe che per amore hanno attraversato l’Europa intera… e sempre per amore, nel loro testamento, al punto primo scrivevano: ‘Lascio il mio corpo alla scianza. Spero che quel che resterà di me, dopo la mia vita, possa rendere migliore e più lunga la vita di qualcun altro’.”

Daniele Masala – Atleta
“Penso a colui che ha nascosto per tutta la vita i suoi averi sotto la mattonella, in gran segreto, così che alla sua morte nessuno ne fruirà mai. Chi ha la fortuna di possedere una dote dovrebbe gioire nel pensiero che un giorno un’altra persona ne potrà godere…
…Sarò entusiasta di lasciare la mia dote: il mio cuore d’atleta e quanto altro possa servire.”

Giovanni Soldini – Sportivo
“La donazione di organi è una cosa importante, davvero importante.
Perché? Lo dice la parola stessa, donazione.
E’ un gesto che si compie prima con sé stessi, con i propri sentimenti.
Bisognerebbe trovare il tempo e la quiete necessaria per poter ascoltare.
Tanti concetti vengono utilizzati per spiegare il significato di una sola parola che non ha bisogno di essere spiegata, quanto piuttosto di essere sentita.”

Andrea Griminelli – Flautista
“Alla generosità del donatore si associa la eventuale, risolutiva possibilità di ricevere. E’ la logica, la cultura della reciprocità.
Decidere di donare i propri organi è anticipare un gesto di amicizia, di gratuità a beneficio di uno sconosciuto in nome della solidarietà umana e dell’amore.”

Carlo Azeglio Ciampi – Ex Presidente della Repubblica
“Le ‘Giornate di informazione’ promosse dall’Associazione Italiana Donatori Organi, sono una testimonianza di costante e rigoroso impegno al servizio del diritto fondamentale dell’uomo alla salute.
Con crescente consapevolezza si avverte oggi la necessità di radicare nella coscienza comune la cultura della donazione, come generosa opportunità capace di ridare prospettive di speranza e di vita a coloro che ne hanno bisogno.”

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